martedì 12 novembre 2013

Poesia della buonanotte


Mi presento, sono Alceste,
Non temete l'ire mie funeste
Ch'a svanir son pronte e leste
Atte solo a chiarir le teste.
Rima non d'arte, ma di protesta
Non ambisco alla praetexta
S’odo “Faletti!”, io scatto,
E denunzio col verso sciatto.
M'importa assai de’ lisci versi
Miro a evitar fogli perversi.

Mi garba poco l’ostil moderno
Amo sol l'Autor Superno
Tengo il tempo sì picciol e vile
Che travasar mi fa la bile.
Non amo i super bestseller
Che fessi rendon Rockfeller
Premi, laudi e fiere aborro
Manco i giornali ormai scorro
Godo, inver, il librin nascosto
cui il venditor sta, ahi!, discosto

Sono un bel misoneista,
Dell'Inattual un apripista
Faccio versi mentula canis
Per denigrar Saviano e Magris
Non m'aggrada quasi niente
Manco Eco, son demente!
Non dite, guai!, che son strano,
Ha vinto pure Paolo Giordano!
Datemi solo un Cavalcanti
Stian gli altri assai distanti.

Non vedi, belin, quanta carta?
L'ultimo, allor, di Volo scarta.
Delle librerie temo il mucchio
Solo il nettare risucchio.
M'attoscan quelle tetre pile
E tutti lì che fan le file
Svelti! Svelti! Oh! Che bel!
Ho il libro della Cornwell!
Ti regalo un Gramellini!
Uffa, eran meglio i torroncini

Ove andrà la nostra Sveva
Ohimé, talento non aveva.
E dove la nostra Littizzetto:
Con più favor libo un guazzetto
Ve lo confesso ex abrupto
Mi fa orror De Carlo tutto
Oblierem pure Baricco
Chi lo legge è un bel micco
Pansa, Tamaro e la Bellonci
Invitta legion de’ righi sconci

Mi si appella cupo snob
ché dei classici curo il mob
Eppur Saba mite erompe:
“Ci si volta omai nelle tombe!”
Ma che Cazzullo di gente siam
Se al top ci sta Grisciam?
Se si venera Bucoschi
E d'America i tizi loschi?
E se lo Strega bis va a Piperno
Mi vien da dir: via! All'inferno!

Ohi, lettore, lettor mio
Scegli meglio, giurabbìo!
Pansa, Parodi e Veronesi
Mai doblon fûr peggio spesi
Meglio allor la rosa Invernizio
Con pochi talleri cavi lo sfizio
Il peculio si riservi avaro
Per il libro di Scespir raro
Quello lì val più di milioni
Altrocché i bietoloni.

Evita, lettor mio, triste la folla
D'autor atti solo alla zolla
Libera il cranio da gusti Fallaci
E da quei più che mendaci
Di Vespa, Vitali e Larsson
Sulla pira getta il fascion
E con deciso, cinico aplomb
Licenzia pure l’Amélie Nothomb
E poi, orsù, coi miglior t'apparta:
Ne convieni, alfin, cara Marta?

4 commenti:

  1. non del tutto ne convengo, e non ti seguo in rima, per incapacità, non per snobismo.
    penso di poter leggere anche cose che non sono capolavori, anche perché non se ne incontrano a ogni angolo di strada (o di libreria), e poi perché rivendico ostinatamente il mio diritto alla mia dose di "cazzarate"

    RispondiElimina
  2. dimenticavo di aggiungere che mi sono divertita con la tua poesia della buonanotte. complimenti!

    RispondiElimina
  3. concordo con Marta, pienamente. Ma orsù, rivelati Alceste! :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, mai.
      Sarò la Primula Rozza di Monteverde.

      Elimina