sabato 14 gennaio 2017

Risveglio, una videoinstallazione al Centro Diurno Cantiere24


Il prossimo lunedì, 16 gennaio 2017, alle ore 18:00, al Centro Diurno Cantiere 24 in Via Colautti 28, si potrà vedere RISVEGLI, una videoinstallazione realizzata in collaborazione tra Monteverdelegge e il Centro Diurno Cantiere24 presso il DSM ASL RM3.

La videoinstallazione si compone di tre proiezioni che abitano altrettanti ambienti del DSM: aperti, nella quotidianità diurna, all’incontro tra operatori e persone con diverse problematiche, e di notte bui,  inaccessibili, non abitati. Qui, invece, le tre stanze accolgono, in un'ipotetica alba, il sonno di coloro che le frequentano di giorno. Gli ambienti si osservano  solo dall'esterno, attraverso le porte socchiuse, perché custodiscono gesti intimi, minimi e privati, ma in questa dimensione, nel passaggio tra il sonno e la veglia, dilatati e condivisi.

In ogni stanza si proietta in loop un frammento video, dove immagini e suoni dialogano con i testi poetici scritti da alcuni utenti del Centro Diurno, che insieme ad altri hanno anche lavorato come performer nelle azioni filmate. 
Le sequenze di azioni e la scrittura poetica sono state realizzate nell'ambito dei laboratori Con il mio corpo vivo e Con il mio corpo scrivo, tenuti al Centro Diurno nel 2015-2016 per l'associazione Monteverdelegge  da Maria Cristina Reggio e  da Maria Teresa Carbone sotto la supervisione della dottoressa Patrizia Vincenzoni.

Video di Maria Cristina Reggio
Soggetto di Maria Teresa Carbone e Maria Cristina Reggio
Testi poetici di Antonella Cecchi Pandolfini,  Lamberto Di Fabio, Virginia Valletta, Antonella Venanzi
Con Antonella Cecchi Pandolfini, Lamberto Di Fabio, Maria Cristina Masotti, Nicola Barricelli,  Virginia Valletta, Antonella Venanzi
Una collaborazione Monteverdelegge – Centro diurno Cantiere24

martedì 10 gennaio 2017

Un ricordo di Nanni



Sapevamo da giorni, da settimane, che questo momento sarebbe arrivato, che avremmo avuto la notizia: Nanni se n’è andato. Lo sapevamo perché, in un certo senso, ce lo aveva detto lui quando a fine novembre ha invitato alcuni di noi a casa sua per consegnarci alcuni oggetti di monteverdelegge che gli erano rimasti. Della sua fine imminente non si è parlato e la conversazione è stata tranquilla, piacevole, garbata, a tratti scherzosa, come tranquille, piacevoli, garbate e a tratti scherzose erano state le molte mattine trascorse con lui a sistemare carte e conti di questa nostra associazione di cui Nanni, Giovanni Lo Surdo, è stato uno dei primi soci e, negli anni, un elemento portante. Quel giorno di fine novembre sapevamo tutti, lui per primo, che non ci saremmo più visti, ma il congedo non ha avuto niente di lamentoso o di drammatico. Si potrebbe dire, senza forzare la cosa, che quel congedo è stato lo specchio di Nanni. Sono molti gli aggettivi con cui potremmo definire questo nostro amico che non è più con noi, ma forse la parola che lo definisce meglio è semplice, perfino desueta: Nanni è stato per tutto il tempo che lo abbiamo conosciuto, e fino all’ultimo, un signore. Come un signore ha vissuto e come un signore ha saputo affrontare anche i suoi ultimi giorni. Ci mancherà moltissimo, e non solo perché monteverdelegge è diventata quello che è diventata, una associazione piccola e tuttavia presente e attiva nella vita culturale della città, anche grazie a lui. Ci mancheranno il suo tatto, il suo senso dell’umorismo, la sua saggezza. Con grande dolore abbracciamo i figli di Nanni e Adriana, sapendo che per loro, come per noi di monteverdelegge, il filo che ci ha legato a Nanni non si è spezzato con la sua morte.

mercoledì 28 dicembre 2016

La lettura condivisa: bene comune, grande gaudio

Pubblichiamo questo articolo che,  uscito il 17 dicembre 2016 su alfapiù, offre numerose riflessioni interessanti sui Gruppi di Lettura, che non sono solo un'attività tra le tante a cui si dedica Monteverdelegge, ma sono il cuore pulsante, il motivo stesso della nascita, nel 2008, di questa associazione culturale.   

Il 4 e il 5 novembre a Mantova si è tenuta la XIII edizione del Forum del Libro dedicata quest'anno al tema Libri lettori comunità. Pubblichiamo qui, per gentile concessione dell'autore, un ampio stralcio della relazione introduttiva di Luca Ferrieri, responsabile della biblioteca di Cologno Monzese e autore fra l'altro di La lettura spiegata a chi non legge (Editrice Bibliografica 2011) e Fra l'ultimo libro letto e il primo nuovo da aprire (Olschki 2013).

Luca Ferrieri

Al primo raduno dei Gruppi di Lettura (GdL) che facemmo ad Arco di Trento nel 2006, ponemmo molta enfasi sul concetto di lettura condivisa, e sulla sua radicale diversità rispetto a quello di lettura collettiva, ereditato dalla tradizione otto-novecentesca. Senza ripetere le considerazioni svolte in quella occasione, vorrei ricordare almeno una conseguenza pratica di questa diversità. I gruppi di lettura italiani, a differenza di alcuni americani, non sono mossi da una sorta di ostilità verso la lettura solitaria, ma anzi la prolungano, le offrono una nuova dimensione. Questa sfera resta squisitamente individuale, il gruppo di lettura si fa carico di tutto ciò che precede e segue l’atto privato e segreto della lettura, lo fa “detonare” nella prospettiva, appunto, della lettura condivisa. La quale resta terza (perché la lettura ci insegna sempre che tertium datur) tra lettura solitaria e lettura collettiva. C’è un filo che conduce dalla “stanza tutta per sé” di Virginia Woolf alle sale delle biblioteche o agli altri luoghi “ambulanti” dove si incontrano i gruppi. Quel filo è l’attenzione ai momenti della nascita, dell’iniziazione e della riproduzione della lettura, di cui non si sono occupati, per motivi diversi, né la tradizione del lettore solitario né quella della lettura collettiva.
Nel frattempo la parola condivisione ha fatto parecchia strada e, come spesso succede, ha perso un po’ di sostanza nel percorso: l’abuso delle parole spesso le trasforma in etichette segnaletiche, in termini passepartout, e quello che si perde è proprio il rapporto con la cosa stessa. Vorrei provare a ristabilirlo.

Nel cuore della condivisione
Condividere ha, da dizionario, due significati parzialmente contraddittori: a) avere in comune; b) spartire. Sullo sfondo, quindi, c’è un’altra parola chiave per i gruppi di lettura: comune. Tornerà negli accenni che faremo al rapporto con la comunità dei lettori e alla lettura come bene comune. Perché contraddittori? Perché il primo è identitario/proprietario e il secondo è comunitario/meticciario, se esistesse la parola. In realtà se i GdL avessero come scopo quello di raccogliere le persone che “hanno in comune la lettura”, farebbero un lavoro di tesseramento, senza nulla togliere alla utilità di questo lavoro. Invece quello che fanno è mettere la lettura in comune.
Ma proviamo a mettere dei picchetti, su quelli che sono i contenuti, i significati della condivisione nei gruppi di lettura.
    nel GdL la lettura è ospitale. Non si tratta naturalmente di buona educazione. Questa non fa mai male, ma qui è questione delle differenze che la lettura alleva rigorosamente e rigogliosamente, e che soprattutto accoglie, preserva, difende come il pane. C’è sempre lo straniero nel libro, e lo straniamento alla prima lettura, e poi all’ultima, ancora di più. Se non ci fosse dovremmo inventarlo.
    nei GdL la condivisione è stupita e stuporosa. Lo stupore avviene quando il lettore solitario esce di casa controvoglia in una sera umida e nebbiosa (come ci racconta Monique Pistolato) 1, per una punta di curiosità condita da molta diffidenza, e scopre, a volte con la forza di una rivelazione, i “valori aggiunti” della lettura condivisa. Quelli di cui discutevamo ad Arco di Trento, ossia, in forma di elenco, sempre parziale e provvisorio:
1. Un’altra lettura è possibile , che forse andrebbe meglio detto, Esiste la lettura degli altri;
2. Ecco i libri che avrei sempre voluto leggere ma non sapevo che esistessero;
3. Io leggo perché ti rispetto, io ti rispetto perché leggo, ovvero la scoperta dell’etica della lettura;
4. Alla lettura sommo l’ascolto: il testo ha una voce, i personaggi hanno una voce, gli altri lettori hanno una voce; nel GdL queste voci vengono ascoltate, a volte auscultate;
5. Io non basto alla mia lettura, ossia il lettore non è un autarchico;
6. Sono orgoglioso di leggere, insomma trovo degli altri pazzi come me;
7. Leggendo sento e penso, ossia c’è un posto dove anche le emozioni della lettura hanno cittadinanza;
8. Leggo e poi rileggo; perché quel che fanno i GdL è anche riprendere in mano dei classici;
9. Tengo traccia delle mie letture. Sì le prendo sul serio: annoto, ci scrivo su, traccio un ponte tra scrittura e lettura; mi preparo anche. Lo avrei fatto senza il GdL della serata nebbiosa?
Questi valori aggiunti, nella grande maggioranza dei casi, sono inattesi, arrivano come un dono. Ma la condivisione è anche stuporosa: perché, quando scatta, ci rapisce, ci attanaglia, ci lascia senza fiato e senza parole.
    nel GdL la condivisione avviene attraverso la narrazione; ma non la narrazione del plot, il riassunto della trama, bensì la narrazione della esperienza, delle emozioni, del lascito e del vissuto. Quelle che prendono vita nel GdL sono storie di lettura.
    se la lettura condivisa perché la memoria è divisa? (forse perché la memoria di una lettura è spesso involontaria, e ogni lettore riscrive le storie, una cosa che con la storia non va bene, ma con le storie si può fare…)
    nel GdL la lettura è anche una tecnica – che si impara;
    nel GdL non si condivide solo la ricezione, ma la produzione e la postproduzione; si costruiscono artefatti di e sulla lettura, con appunti, disegni, mappe mentali, tavole associative, ecc.

Continua la lettura su alfapiù al link: https://www.alfabeta2.it/2016/12/17/speciale-lettura-condivisa-bene-comune-grande-gaudio/


martedì 27 dicembre 2016

Erranti senza ali di Philip Schultz tradotto dal laboratorio di MVL ha vinto il premio Morlupo 2016

Fiorenza Mormile

Il 17 dicembre a Erranti senza ali del poeta e scrittore americano Philip Schultz  (Donzelli, 2016), tradotto dal laboratorio di Monteverdelegge, è stato assegnato il Premio di traduzione Morlupo Città della poesia, quest'anno allla seconda edizione. Erano presenti, con la curatrice Paola Splendore, Fiorenza Mormile, Anna Maria Rava, Anna Maria Robustelli, mentre Maria Adelaide Basile non è potuta intervenire.
Oltre alla qualità poetica del poemetto del Pulitzer Schultz, ha riscosso particolare interesse nella giuria (composta dall’organizzatrice Viviana Scarinci, la germanista Paola Del Zoppo e l’americanista Riccardo Duranti) proprio l’innovativa operazione di traduzione collettiva, giudicata accuratissima, felice e dotata di grande coerenza interna. Nella cinquina finalista, a pochi decimali di voto (a quanto si è potuto ufficiosamente inferire) si è collocata l’altra nostra fatica, Tutto ricomincia di Eleanor Wilner, (Gattomerlino, 2016), scelta antologica da due raccolte, tematicamente coesa ma superata, nel confronto, dalla compiuta compattezza del poemetto. 
Sono emerse simpatiche e sorprendenti analogie tra il Centro culturale la Libellula (promotore del Premio) e Monteverdelegge: entrambe promuovono la lettura e la condivisione, quella istituendo un fondo librario con i  libri partecipanti alle sezioni di poesia e di traduzione del premio, noi con la bibliolibreria Plautilla. Ed entrambe inoltre collaborano attivamente con il Csm locale, attivando con l'utenza  un laboratorio di scrittura.
Per sottolineare questa affinità, Riccardo Duranti ha voluto  regalare alla nostra associazione un romanzo sulla traduzione  da lui stesso tradotto,  Dietro l’arazzo di Lenny McGee  (Coazinzola Press & Lenny McGee, 2016): “Guardare il retro dell’arazzo - scrive l'autore, citato in quarta di copertina - è il metodo che si usa per giudicate la qualità del manufatto: si controlla proprio se i nodi sono stati eseguiti ad arte. Eppure, quando traduco, vorrei tanto riprodurre la perfezione del davanti anche sul retro…capisco che è impossibile, ma ci provo”.                            

venerdì 16 dicembre 2016

MVL CARTONI domenica 18 alla festa dell'albero della pace e della solidarietà


BUON NATALE DA MONTEVERDELEGGE

Domenica 18 DICEMBRE ore 9.00-15.00
Piazza L.go Federico Caffè 
INAUGURIAMO L'ALBERO DELLA PACE E DELLA SOLIDARIETA'
con il Comitato di quartiere Monteverdequattroventi.
Una festa anche per il passaggio dell'area FS 4 Venti al Municipio XII.

Monteverdelegge partecipa alla festa con i bellissimi libri realizzati
nel LABORATORIO DI MICROEDITORIA MVL CARTONI.




mercoledì 14 dicembre 2016

Mvl teatro consiglia: To be or not to be Roger Bernat

Maria Cristina Reggio

Quanti attori - Amleti conosciamo e sappiamo riconoscere? Da Vittorio  Gasmann a Kennet Branagh e Arthur John Gielgud fino ai Simpson, Marco Cavalcoli della compagnia Fanny & Alexander,  compagnia romagnola  che da anni porta avanti una ricerca critica e accurata sul linguaggio teatrale, assume diverse identità che in modi diversi hanno a che fare con gli Amleti più conosciuti  della tradizione mondiale.
Si parte da Roger Bernat, artista catalano creatore di un teatro partecipato,  che la compagnia ha incontrato in occasione di un workshop in Polonia, e che dà inizio allo spettacolo-conferenza, per  arrivare a coinvolgere il pubblico in un gioco - play di cui quasi tutti conoscono e riconoscono le regole e i fatti e  non solo nel teatro, ma anche nella televisione, nel cinema, fino ai cartoni animati dei Simpson.
 Uno spettacolo che, giocando sulle false certezze sull'identità condivise da attori e spettatori e sulla straordinaria capacità di Marco Cavalcoli di entrare e uscire da sé stesso e dalla propria voce per assumerne infinite, fa divertire, ma anche molto pensare.  
Da non perdere.

Al Teatro India dal 13 al 18 dicembre 2016
conferenza spettacolo di Fanny & Alexander
produzione E / Fanny & Alexander
ideazione Luigi de Angelis e Chiara Lagani
drammaturgia Chiara Lagani
regia Luigi de Angelis
con Marco Cavalcoli

lunedì 12 dicembre 2016

Il laboratorio di traduzione di MVL finalista al Premio letterario nazionale Morlupo Città della Poesia 2016

Fiorenza Mormile

Dal Centro culturale La Libellula di Morlupo, designata città della poesia 2016
ci giunge una bella notizia, siamo finaliste al premio di traduzione MCP con tutti i tre libri presentati legati all’attività del laboratorio.
In ordine cronologico inverso di edizione sono:
Philip Schultz, Erranti senza ali, Donzelli poesia, luglio 2016 a cura di Paola Spendore,
tradotto dal laboratorio di traduzione 2014 (Maria Adelaide Basile, Fiorenza Mormile, Anna Maria Rava, Anna Maria Robustelli, P. Splendore);
Eleanor Wilner, Tutto ricomincia, Gattomerlino editore, marzo 2016, a cura di Fiorenza Mormile, tradotto dal laboratorio di traduzione 2015 (M. A. Basile, F. Mormile, A. M.Rava,
A. M. Robustelli, P. Splendore, Jane Wilkinson).
A.A.V.V. La tesa fune rossa dell’amore: madri e figlie nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese, a cura di Loredana Magazzeni, Fiorenza Mormile, Brenda Porster, Anna Maria Robustelli, La Vita Felice, Milano, 2015. (Vi sono contenuti infatti anche tre testi di Stevie Smith tradotti dal Laboratorio di traduzione del 2013 (M.T. Carbone, F. Mormile, A.M. Rava, A. M. Robustelli, P. Splendore ), e un testo della Plath tradotto da Maria Teresa Carbone.
Il libro vincitore verrà designato durante la cerimonia di premiazione che si terrà sabato 17 dicembre alle 17 a Morlupo nella sede dell’associazione. Vi terremo informati sull’esito finale.
Tutti i dati nel link a seguire:
https://centrolibellulamorlupo.com/2016/12/06/poeti-e-traduttori-finalisti-mcp-2016/